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#rassegnaagiconsul SS.UU.: il danno risarcibile per responsabilità dell’amministratore di società fallita va determinato in concreto

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, sentenza 6 maggio 2015 n. 9100, affronta il contrasto giurisprudenziale relativo al metodo di calcolo del danno arrecato dagli amministratori di società dichiarate fallite alla società stessa.

La SS.UU., dirimendo il contrasto, ha affermato i seguenti principi:

(i) il fallimento deve indicare gli specifici inadempimenti dell’amministratore;

(ii) il danno va calcolato con riferimento agli specifici inadempimenti;

(iii) deve sussistere un nesso di causalità tra gli inadempimenti specifici e il danno;

(iv) la mancanza di scritture contabili, anche per colpa dell’amministratore, non è sufficiente per applicare il criterio della differenza tra attivo e passivo fallimentare quale danno risarcibile;

(v) il criterio della liquidazione del danno come differenza tra attivo e passivo fallimentare può essere applicato solo se il giudice procede con la liquidazione equitativa del danno;

(vi) se il giudice decide di applicare la valutazione equitativa del danno, deve spiegare il motivo per il quale non è stato possibile usare il criterio della causa/effetto.

Come precisato nella sentenza, i principi sopra enumerati sono applicabili anche alle azioni di responsabilità verso organi di vigilanza e direttori generali.

Raffaele Battaglini
battaglini@battaglinidesabato.com