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#rassegnaagiconsul Il regolamento sulle procedure istruttorie innanzi all’AGCM (delibera n. 25411 dell’1.4.2015)

Sulla G.U. n. 94 del 23 marzo 2015 è stata pubblicata la delibera dell’AGCM n. 25411 del 1° aprile 2015, recante il regolamento sulle procedure istruttorie innanzi all’Autorità, in diverse materie di sua competenza e, segnatamente: pubblicità ingannevole e comparativa; pratiche commerciali scorrette; violazioni dei diritti dei consumatori nei contratti; violazioni del divieto di discriminazioni; clausole vessatorie.

Con riferimento alla pubblicità ingannevole e comparativa e alle pratiche commerciali ritenute scorrette, il regolamento prevede che il responsabile del procedimento avvii l’istruttoria entro 180 giorni dall’istanza di intervento (che può essere richiesto da diversi soggetti), dandone comunicazione alle parti ed ai soggetti interessati.

Il procedimento deve concludersi entro i successivi 120 giorni. Tale termine viene elevato a 150 giorni nel caso in cui debba essere richiesto il parere di altre istituzioni e a 180 giorni se il professionista risiede, sia domiciliato o abbia la propria sede all’estero.

L’Autorità, nel caso in cui l’Autorità ravvisi una particolare urgenza, può disporre, anche d’ufficio, la sospensione della pubblicità ritenuta ingannevole o illecita ovvero della pratica commerciale ritenuta scorretta, con atto motivato.

Gli eventuali impegni presentanti dal professionista, entro un termine di 45 giorni dalla ricezione della comunicazione di avvio del procedimento, saranno valutati dall’Autorità che, qualora li ritenga idonei, può disporre la loro obbligatorietà e chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione.

Le stesse disposizioni dettate in tema di pubblicità ingannevole e pratiche commerciali scorrette si applicano anche alle violazioni dei diritti dei consumatori.

Infine, è stata prevista una tutela amministrativa contro le clausole vessatorie, che si articola in un procedimento di accertamento dell’AGCM avviato su segnalazione di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, tra cui le Camere di Commercio.

Tra l’altro, è prevista la facoltà, per le imprese direttamente interessate, di interpellare in via preventiva l’Autorità in merito alla vessatorietà delle clausole che intendono inserire nei propri contratti conclusi con i consumatori mediante moduli o formulari.

L’Autorità si pronuncia sull’interpello entro 120 giorni, potendo informare la parte ed il Collegio ove le informazioni fornite siano inesatte, incomplete o non veritiere, oppure in caso di estensione dell’interpello.

Se l’Autorità non provvede entro il termine summenzionato, la clausola deve ritenersi approvata, atteso che, in caso di non vessatorietà, l’Autorità può anche astenersi dal fornire una risposta formale e motivata.

Daniele Majori – Avvocato amministrativista e consulente legale

Fonti: www.agcm.it; www.gazzettaufficiale.it

Daniele Majori
danielemajori@gmail.com