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#rassegnaagiconsul Al via il tavolo tecnico MISE per aumentare la competitività delle professioni

Lo scorso 15 aprile si è svolta presso il MISE la prima riunione del Tavolo tecnico per la competitività delle libere professioni, avviato al fine di mettere a punto un modello di sviluppo che rilanci la competitività delle libere professioni sia nel mercato interno che in quello comunitario.

L’obiettivo è quello di compiere un’opera di armonizzazione che porti ad avere non più “Partite IVA di serie A e di serie B”. Si cercherà, dunque, di implementare una serie di provvedimenti che agevolino l’accesso alle fonti di finanziamento, agli incentivi e ai fondi strutturali, alla stregua di quanto accade per le PMI, anche per le libere professioni, al fine di permettere una struttura di mercato più solida e competitiva.

Come sottolineato dal Sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari (promotrice del Tavolo Tecnico) questa decisione – in linea con quanto avviene nella maggior parte dei Paesi europei –  è frutto di un prolungato studio comparativo che professa i benefici derivanti da un’equiparazione delle libere professioni alle piccole e medie imprese.

 

Al tavolo hanno partecipato anche esponenti del “mondo professionale” come il Presidente del CUP (Comitato unitario delle professioni) Marina Calderone che ha sottolineato l’importanza per le professioni di “poter contare su quelle risorse che l’Europa ha previsto, nella programmazione dei finanziamenti 2014-2020, anche per loro, ma che fino ad oggi non sono state accessibili”.

Parole positive sono state spese anche da Confprofessioni che attraverso il suo Presidente, Gaetano Stella, ha elogiato i presupposti su cui si è basato l’incontro (con una base molto allargata e un buon livello di coinvolgimento e partecipazione degli esponenti del settore) evidenziando inoltre come “L’incontro al Mise rappresenti uno snodo centrale per la crescita delle professioni in Italia e per l’accesso ai nuovi mercati testimoniando la consapevolezza del governo che i professionisti svolgono a tutti gli effetti un’attività economica importante e quindi hanno tutte le carte in regola per accedere anche ai fondi comunitari”.

Nondimeno l’Italia resta il Paese che nell’UE presenta il maggior numero di liberi professionisti e un’analisi di questo tipo è sicuramente pertinente ed attuale anche al fine di portare avanti la cosiddetta “imprenditorializzazione del lavoro intellettuale” in grado di contribuire alla ripresa del Paese. 

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