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La riforma dei reati di ricettazione, riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio: il d.lgs. 8 novembre 2021, n. 195

In data 30 novembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D. Lgs. n. 195/2021, finalizzato ad attuare nel nostro ordinamento la Direttiva comunitaria n. 1673 del 2018, con l’obiettivo della lotta al riciclaggio, da raggiungere mediante l’armonizzazione della legislazione penalistica dei vari paesi comunitari. 

Ponendosi in continuità rispetto agli obiettivi della normativa comunitaria cui dà attuazione, il recente Decreto incide in misura puntuale su queste fattispecie penali, attraverso interventi di dettaglio, volti a estendere il campo di applicazione delle norme nazionali già esistenti. A tal fine la Direttiva in oggetto detta requisiti minimi relativi alla configurazione dei reati di riciclaggio e alle relative sanzioni in una prospettiva di generale contrasto del fenomeno. In particolare, la normativa Europea qualifica il riciclaggio come reato qualora sia commesso intenzionalmente e con la consapevolezza che i beni derivino da un’attività criminosa, mentre l’articolo 5 incarica gli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché i reati che costituiscono riciclaggio siano punibili con “sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive”.

Sono quattro le norme oggetto di modifica del Decreto legislativo: i reati di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio, di cui agli artt. 648, 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del Codice Penale. Le principali novità devono rinvenirsi nel fatto che tale Decreto:

– ha esteso il novero dei reati presupposto delle fattispecie di ricettazione, riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio ai delitti colposi  alle contravvenzioni, purché punite con determinati limiti edittali: il denaro, i beni o le utilità oggetto delle condotte costitutive dei reati di cui agli artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p. possono provenire indifferentemente da qualsiasi reato; dunque, non più solo da fattispecie delittuose dolose;

– ha esteso la normativa italiana a ricettazione e autoriciclaggio commesse dal cittadino italiano all’estero, senza limitazione; viene in questo modo eliminata la condizione di procedibilità della richiesta del Ministro della Giustizia in ordine ai reati di ricettazione e riciclaggio commessi dal cittadino italiano all’estero;

– ha esteso la configurabilità dei reati di riciclaggio e autoriciclaggio a beni provenienti da qualsiasi delitto, anche colposo , come già previsto dal Nostro ordinamento per ricettazione e reimpiego;

– ha previsto una rimodulazione delle pene di delitti di ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e autoriciclaggio, attraverso la previsione di circostanze: è stato previsto, ad esempio, un incremento sanzionatorio nei casi in cui il reato risulti commesso nell’esercizio di attività professionale  (nuova ipotesi di c.d. ricettazione aggravata), parificando anche in questo caso le discipline già così delineate per riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio;

– ha riconosciuto, nell’ottica della proporzionalità della pena, una attenuante in relazione ai casi in cui il reato presupposto sia di particolare tenuità: il legislatore accorda una riduzione della pena nei casi in cui il reato presupposto sia una fattispecie bagatellare.

A cura di: Avv. Claudia Ruffilli

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