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DDL Concorrenza: Cappello (Presidente AGICONSUL) “é necessario aggredire le radici dell’impianto corporativo”

COMUNICATO STAMPA

 

“Il Disegno di legge sulla concorrenza, in discussione alla Camera, non prospetta una riforma epocale ma può rappresentare un segnale importante in un momento in cui la politica sembrava aver dimenticato il costo degli ordini professionali per cittadini e imprese” afferma l’Avv. Riccardo Cappello, Presidente di AGICONSUL socio aggregato di CONFINDUSTRIA Servizi Innovativi e Tecnologici.

Dall’originario testo è stata cancellata la vendita dei giornali fuori dalle edicole, le norme sul trasporto pubblico locale, ancor prima che approdasse in Consiglio dei Ministri (20 febbraio 2015). Il quale è stato, subito, costretto a cancellare la parificazione tra taxi ed auto a noleggio con conducente e l’estensione alle parafarmacie della vendita dei farmaci di fascia “C” quelli, cioè, a totale carico del cliente.

Da discutere in Parlamento è rimasto lo spostamento del lavoro e del diritto ad emettere una parcella dai notai agli avvocati, la caduta del divieto del numero massimo di farmacie di cui un unico soggetto può essere titolare, che potrebbe tradursi in una maggiore concentrazione nel mercato dei farmaci, ed all’apertura alle società multiprofessionali ed alle società di capitali con l’ingresso di soci non professionisti.

“Ma quali benefici possono derivare alla collettività da una concorrenza concepita come uno strumento per regolare una redistribuzione tutta interna agli ordini?”  si domanda il Presidente di AGICONSUL.

Il Disegno si propone disottrarre alcune attività ai notai per affidarle agli avvocati e c’è già qualcuno che maliziosamente ritiene che si tratti di un’iniziativa assunta con la testa nell’urna. Infatti, per i passaggi di proprietà immobiliari, ad uso non abitativo, fino a 100mila euro e per la costituzione di Srl con capitale non superiore a 20.000 euro cade l’obbligo dell’atto, riservato ai 5.000 notai, e si offre ai 250.000 avvocati la possibilità di bagnarsi il becco in un mercato fino ad oggi a loro precluso: ma trasferendo le rendite da un ordine all’altro il risultato non cambia.

“Ovviamente”, sottolinea l’Avv. Cappello, “nello scontro tra notai ed avvocati cercheranno di inserirsi altre categorie (commercialisti, consulenti del lavoro, revisori) ostentando il numero di elettori che ciascuna di esse è in grado di portare al seggio. Da questo gioco delle tre carte cittadini ed imprese sono soltanto spettatori, non traggono alcun vantaggio essendo, sempre e comunque, tenuti a corrispondere un compenso”.

“Se l’obiettivo è rilanciare la crescita”, conclude l’Avv. Cappello,allora è necessario aggredire le radici dell’impianto corporativo: pianta organica, monopolio nei rispettivi settori economici, obbligatorietà dell’iscrizione e la contemporanea tutela degli iscritti e dell’utenza”.

Purtroppo la pregressa esperienza insegna che ogni disegno entrato in Parlamento per ridurre il potere degli ordini ne è uscito ampliandone le prerogative. Se, almeno, si riuscisse a far passare le società aperte ai soci di puro capitale, sarebbe un successo straordinario. Ma questo governo ha la forza per farlo?

Associazione AGICONSUL
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