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Attenzione a dove si svolge l’attività principale perchè può arrivare d’ufficio il mutamento del domicilio fiscale

#rassegnaagiconsul  Attenzione a dove si svolge la propria attività principale perché può arrivare d’ufficio il mutamento del domicilio fiscale

 

E’ legittima l’ordinanza con cui il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate ha disposto d’ufficio il trasferimento del domicilio fiscale di una società nel luogo in cui la medesima società svolge l’attività principale avendo in quel luogo uno stabilimento con oltre 100 dipendenti.

Così ha deciso il Tar per la Lombardia con la recentissima sentenza dell’11 maggio 2015, n. 1146 in cui viene innanzitutto osservato che «ai sensi dell’art. 58 del d.P.R. 600/1973 i soggetti diversi dalle persone fisiche hanno il domicilio fiscale nel comune ove si trova la sede legale o in mancanza la sede amministrativa; se anche questa manchi hanno il domicilio fiscale nel comune ove è stabilita una sede secondaria o una stabile organizzazione o in mancanza nel comune in cui esercitano prevalentemente la loro attività. L’art. 59 prevede che l’amministrazione finanziaria possa variare il domicilio fiscale in deroga a quanto previsto nell’articolo precedente, stabilendo il domicilio fiscale nel comune dove il soggetto svolge in modo continuativo la principale attività ovvero, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel Comune in cui è stabilita la sede amministrativa».   

Su tali presupposti normativi, il Tar Lombardia ha poi aggiunto che «la norma permette all’amministrazione finanziaria di variare il domicilio fiscale “in deroga alle disposizioni dell’articolo precedente, nel comune dove il soggetto stesso svolge in modo continuativo la principale attività ovvero, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, nel comune in cui è stabilita la sede amministrativa».

Conseguentemente, l’Autorità adita ha ritenuto, da un lato, di affermare che dal tenore degli artt. 58 e 59 del d.P.R. 600/1973 «il trasferimento del domicilio fiscale, essendo misura derogatoria, deve essere adeguamente motivato e rispondere a precise esigenze di tutela degli interessi a cui sovrintende l’amministrazione finanziaria», dall’altro lato, che risulta del tutto irrilevante che vengano rispettate da parte delle società le disposizioni del citato articolo 58 del d.P.R. 600/1973 ai fini dell’elezione del domicilio fiscale  «prevalendo l’interesse pubblico, di natura derogatoria, all’unificazione delle competenze di controllo in un unico ufficio corrispondente a quello della sede effettiva o amministrativa. A tal fine poi la norma permette all’amministrazione di scegliere tra la sede effettiva e quella amministrativa».

In altri termini, è considerato un interesse pubblico prevalente l’unificazione delle competenze di controllo dell’Amministrazione finanziaria: di qui, nel caso di specie, la legittimità dell’ordinanza con cui il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate ha disposto il trasferimento d’ufficio del domicilio fiscale nel luogo in cui la società ricorrente svolgeva l’attività principale.

Questo il primo round di una vicenda che, a parere di scrive, non finirà certo con la segnalata pronuncia del giudice amministrativo lombardo.

Alessia Fiore
a.fiore@studiolegaleaf.it