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Il Ministro Cancellieri e la Lobby degli Avvocati

Il punto focale della diatriba insorta tra il Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri e la categoria professionale degli Avvocati sabato 29 giugno 2013 in occasione dell’iniziativa “Il Sabato delle Idee” non è né la frase, sulla cui opportunità e discutibilità non vogliamo esprimere valutazioni, pronunciata dal Ministro a un relatore poco prima di incontrare gli Avvocati partenopei che protestavano contro la riorganizzazione dei Tribunali né l’oggetto di tale protesta.

La vera questione è la risposta che il Ministro ha dato a Enrico Mentana durante il convegno “Più mondo in Italia” organizzato da CONFINDUSTRIA ieri 2 luglio 2013. Alla domanda inerente le forze che frenano le riforme sulla giustizia in Italia, Annamaria Cancellieri ha dichiarato: “Gli avvocati… le grandi lobby che impediscono che il nostro diventi un Paese normale”.

Questo approccio dell’avvocatura è stato anticipato dal Presidente di AGICONSUL, l’Avv. Riccardo Cappello, il quale ha più volte sottolineato in passato come gli ordini professionali in generale, e quello degli avvocati in particolare, siano contrari alle spinte riformatrici, di cambiamento, di modernizzazione e di libera concorrenza in Italia in quanto, come sosteneva Adam Smith, “sono la fonte di un potere reale in grado di perpetuare la propria influenza sulla società, dato che esse non sono sottoposte alle leggi del Parlamento ma obbediscono solo ai propri regolamenti interni”.

Il nostro Presidente, sul proprio blog www.ilcappio.com, ha infatti affermato che “Gli Ordini professionali ostacolano quindi, nell’interesse delle vittime, ogni iniziativa che possa sottrarre occasioni di lavoro agli iscritti. Si oppongono alla legge sull’indennizzo diretto, all’accorpamento dei Tribunali minori, alla Legge sulla Mediazione, all’abrogazione delle tariffe; ostacolano il funzionamento dello sportello unico e, addirittura, definiscono grave “la prospettiva di accordi tra imprese e P.A., che non preveda la loro presenza, per assicurare l’accelerazione degli adempimenti”. Così mentre per patrocinare avanti il Tribunale Penale Internazionale de L’Aia non è necessaria l’iscrizione ad alcun albo, per contestare una multa avanti il Giudice di Pace, è obbligatoria l’assistenza di un iscritto.

È indubbio che le corporazioni e gli ordini italiani, criticati anche dall’Autorità Antitrust e dalla Corte Europea di Giustizia, costituiscano centri di interesse di categorie specifiche che non vogliono aprirsi alla modernizzazione e al libero mercato e che “invece di assecondare il cambiamento instaurando un nuovo patto con i cittadini pretendono di prosperare sulla sua asimmetria”.

Avv. Raffaele Battaglini
Segretario Generale di AGICONSUL

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