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Il consenso prima di tutto….e il Paese ? Speriamo che se la cava !

Mentre il Parlamento vota disciplinatamente i provvedimenti dell’Esecutivo, i partiti interferiscono in tutte le attività, comprese quelle ricreative e del volontariato, che gestiscono denaro o possono produrre clientele e sono pronti a trasformare i principi etici in merce, da scambiare sul mercato delle convenienze, a legalizzare il diritto «di saccheggio» ai danni dell’individuo ed a ridurre i margini di libertà economica. Così enfatizzano un’inesistente “funzione di tutela dei diritti dei cittadini che la Costituzione affida all’avvocatura”. In verità non vogliono perdere un prezioso strumento di canalizzazione del consenso e per questo sono disposti a subordinare gli interessi del Paese alla loro rielezione riesumando un disegno di legge, scritto dalla categoria, facendolo approvare in pochissimi giorni e chiedendo, senza vergognarsene, la deliberante. Se il mandato parlamentare durasse per l’eternità forse ci sarebbe risparmiato il dubbio se sono i cd protagonisti a dire cose insensate o se le dicono pensando che sia il pubblico ad essere idiota il tutto per contrabbandare gli interessi elettorali con quelli della collettività. Nella Costituzione non esiste alcun accenno agli albi professionali o agli ordini deputati a gestirli per cui il solenne documento è richiamato solo per tentare di dare alte motivazioni ad una piccola farsa corporativa. L’art 33 della Costituzione prevede solo un Esame per l’abilitazione all’esercizio professionale che lo Stato avrebbe dovuto, ma lo ha delegato all’ordine stesso cui l’aspirante vuole accedere, gestire direttamente e l’art. 24 proclama “il diritto alla difesa” ma non precisa affatto attraverso quale figura tale diritto debba essere esercitato: non menziona né la qualifica di avvocato né l’esistenza di un albo. Basti rammentare che, secondo l’interpretazione autentica dell’Accordo GATS (General Agreement on Trade in Services), sottoscritto nel 1986 ed entrato in vigore in Italia nel 1995, “la professione legale è totalmente assimilata all’attività di impresa, inclusa tra i servizi e soggetta allo stesso processo di liberalizzazione, sta alle singole Autorità nazionali includere o meno tra i servizi anche la difesa dei cittadini avanti le Corti”. Infatti, non è richiesto alcun titolo di studio né l’iscrizione ad un albo per essere ammessi a patrocinare avanti gli organismi giurisdizionali internazionali (Chi ha assistito Milosevic avanti al Tribunale Penali Internazionale de L’Aia Milosevic non era né laureato né iscritto ad un Albo). Luigi Einaudi scriveva: “Nella costituzione non esiste alcuna norma la quale faccia obbligo al cittadino di munirsi di certificati provvisti di bolli più o meno vistosi per dimostrare la propria attitudine ad esercitare un qualsiasi lavoro. Non esiste, perché inutile, avendo lo stato, gli enti pubblici ed i privati ovviamente il diritto di controllare, nel modo che ritengono più opportuno, se all’opinione del cittadino risponde l’attitudine sua affettiva”. La stessa Corte Costituzionale (Sentenza n.16/1978) pronunciandosi sull’ammissibilità del referendum abrogativo dell’ordine dei giornalisti affermò “la creazione di un Ordine risponde a scelte di «opportunità», che «l’apprezzamento delle ragioni di pubblico interesse che possano giustificarlo appartiene alla sfera di discrezionalità riservata al legislatore». Ma tutto questo non serve. La ricerca del consenso beatifica e giustifica tutto ma, per favore, non trattateci da idioti !

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